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Riflessioni prese in prestito - L'irrequietezza

“Perchè gli uomini sono irrequieti? Da che viene l'irrequietezza? Perchè l'azione è "cieca", perchè si fa per fare. Intanto non è vero che irrequieti siano solo gli "attivi" ciecamente: avviene che l'irrequietezza porta all’immobilità: quando gli stimoli all’azione sono molti e contrastanti, l’irrequietezza appunto si fa “immobilità”. Si può dire che l’irrequietezza è dovuta al fatto che non c’è identità tre teoria e pratica, ciò che ancora vuol dire che c’è una doppia ipocrisia: cioè si opera mentre nell’operare c’è una teoria o giustificazione implicita che non si vuole confessare, e si “confessa” ossia si afferma una teoria che non ha una corrispondenza nella pratica. Questo contrasto tra ciò che si fa e ciò che si dice produce irrequietezza, cioè scontentezza, insoddisfazione. Ma c’è una terza ipocrisia: all’irrequietezza si cerca una causa fittizia, che non giustificando e non spiegando, non permette di vedere quando l’irrequietezza stessa finirà.”


Antonio Gramsci

Pubblicato il 26/9/2004 alle 12.47 nella rubrica Riflessioni prese in prestito.

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