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A proposito di De Magistris

La notizia è che il lungo iter dell’inchiesta “Toghe lucane” si è concluso con l’archiviazione.
Certo, dire notizia è forse persino troppo dato che i grandi giornali hanno ritenuto di attribuire alla questione al massimo qualche stanco trafiletto.
Niente in confronto al clamore con cui fu seguito l’inizio dell’inchiesta, guidata da De Magistris.
Già da allora ritenevo piuttosto incredibile l’impianto accusatorio, che sostanzialmente individuava in Filippo Bubbico il vertice di una cupola criminale che spadroneggiava in Basilicata.
Avendo la fortuna di conoscere Bubbico, non ho mai avuto dubbi sull’esito dell’inchiesta e ci tengo oggi a sottolineare l’assoluto rispetto per la magistratura con cui lui e gli altri accusati di crimini piuttosto gravi hanno affrontato il calvario di questi anni, uno stile che dovrebbe essere di esempio a molti.
Ma il punto non è questo. Oggi, anche grazie alla visibilità garantita dal clamore mediatico di alcune inchieste, sistematicamente concluse con il crollo del castello accusatorio, De Magistris è diventato un leader politico nazionale e si candida a guidare la città di Napoli.
Bene, non credo che possa cavarsela con un no comment sull’esito di quell’inchiesta.
Credo che, ancor più nella sua nuova posizione, sarebbe assai opportuna una spiegazione e magari anche delle scuse a chi è stato ingiustamente accusato. 
Sarebbe un gesto di civiltà.

Pubblicato il 21/3/2011 alle 16.12 nella rubrica Diario.

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