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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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2 marzo 2008

Domenici vs Wikipedia

Domenici che querela Wikipedia è solo un piccolo episodio, ma tocca una questione, secondo me, molto seria. Quindi eviterei di buttarla in farsa.
Davvero non credo che si possa chiedere a chicchessia di passare le sue giornate a correggere voci calunniose in giro per la rete.
Naturalmente la querela è una misura estrema e si può discutere se sia una reazione più o meno proporzionata.
Però.
Però soprattutto chi ha a cuore quello che avviene in rete, chi ritiene che qui ci sia il futuro dell'informazione, della politica, che questo possa essere uno strumento migliore e innovativo, dovrebbe dedicare maggiore attenzione alla questione. Perché, è inutile negarlo, ci sono alcuni strumenti che ormai sono considerati tra noi autorevoli. Tra questi c'è wikipedia: quante volte ci siamo accorti di come spesso i giornali la usano come fonte e quante volte li abbiamo presi in giro perchè lo facevano senza citarla? Ma l'autorevolezza è un bene prezioso che va riconquistato ogni giorno. Il problema è che oggi è molto più difficile perché, essendo cambiata la percezione della funzione che svolge la rete, la rete medesima si sta trasformando in uno strumento meno d'elite e più di massa (passatemi i termini). Naturalmente il passare del tempo e l'aumentare della diffusione la rende sempre più simile al mondo reale, di cui è parte organica e non necessariamente più avanzata. Questo significa tante cose, ma anche che aumenta sempre più il rischio di un uso strumentale della rete.
Mi spiego meglio: dalla vicenda in questione chi esce peggio non è Domenici, ma Wikipedia che emerge come una cosa su cui chiunque può prendere e escrivere quello che gli pare.
Non è così, lo so bene, ma proprio la vicenda Domenici, nel suo piccolo, dimostra che se così non è, rischia comunque di avvicinarcisi parecchio.
E' il rischio di ogni sistema "orizzontale". E' il rischio della "democrazia diretta". E' il rischio di tutte le utopie "partecipative". Tutti concetti che andrebbero maneggiati con molta cura e molta cautela, se non vogliamo elevare a modello di informazione libera e indipendente la pura e semplice "vox populi". Cioè il suo esatto contrario. Senza bisogno di scomodare il vecchio esempio di Gesù e Barabba, mi pare evidente che un conto è il principio di maggioranza (sacrosanto) come si realizza nelle elezioni democratiche, con pesi e contrappesi, istituzioni di garanzia, poteri indipendenti, eccetera, e un conto è il tribunale popolare della democratica Atene che condanna a morte Socrate. Insomma, anche per la rete io credo che sarebbe bene stare molto attenti alle parole, se non vogliamo sostenere che la rete sia o debba essere una zona franca in cui i diritti e le garanzie sono sospese, perché questo fa tanto 2.0. Anche perchè fosse così inizierei a preoccuparmi di cosa accadrà quando saremo 3.0
Io la questione la prenderei sul serio. Non tanto per il fatto in se, che vale semplicemente da esempio.
Ma soprattutto per evitare che la famosa "grande discussione" che si svolge qui su finisca per essere solo una grande chiacchiera da bar.
O peggio.


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permalink | inviato da orfini il 2/3/2008 alle 16:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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