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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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4 dicembre 2007

Dipendenze

Succede sempre più spesso.
E' più forte di me.
L'ultima volta è stato peggio del solito ed è finita malissimo.
Lo so, non dovrei, è un errore.
La prima volta fu secoli fa, ma la ricordo come fosse ieri.
Non avevo mai provato prima e forse non lo avrei mai fatto, non fosse stato per le cattive compagnie.
Un amico, o almeno lo credevo tale, mi spiegò come si faceva e mi diede solo qualche veloce consiglio.
Non mi insegnò nulla, forse per non correre il rischio di perdere il suo ruolo di "maestro".
Solo una cosa mi spiegò - "Per provare la massima soddisfazione c'è solo un modo, quadrato ed L1 insieme. Dammi retta".
Fu così che scoprii il pallonetto.
Non sono più riuscito a liberarmene.
Non c'è niente da fare, è più forte di me.
Anche nelle situazioni più estreme, anche quando so che non dovrei rischiare, non riesco a trattenermi.
Quadrato e L1.
A questa dipendenza ho pagato un prezzo altissimo. Notti insonni, ore e ore di impegno vanificate, fallimenti continui.
Ma quelle poche volte in cui il portiere corre all'indetro nell'affannoso tentativo di recuperare la posizione, ma non può far altro che vedere la palla scivolare lentamente in porta, quelle poche incredibili volte ripagano tutte le sofferenze e le amarezze.
Quadrato e L1.
E' la ricetta della felicità.


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permalink | inviato da orfini il 4/12/2007 alle 0:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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