.

Babele
Babele
 
orfini 
People...they don't write anymore - they blooog
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Babele
The best of (2)
The best of (3)
The best of
DS Mazzini
Milan
The West WIng
Buffy
Ciccio
Drazen Petrovic
  cerca

 

Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

Diario | Cose (davvero) serie | Riflessioni prese in prestito | Suoni (consigli per voi) | The best of | Parole (consigli per voi) |
 
Diario
1visite.

28 marzo 2011

La risposta di Galan

Galan ha risposto sabato, sempre sul foglio ai miei suggerimenti del giorno precedente.
Qui trovate l'articolo.




permalink | inviato da orfini il 28/3/2011 alle 9:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

25 marzo 2011

Cosa deve fare (subito) il nuovo ministro

Ho affidato al Foglio di oggi qualche consiglio a Galan.
La cultura ha un nuovo ministro e qualche risorsa in più. Tutto risolto? Non è così. I motivi di allarme sono parecchi. La prima preoccupazione che dovrebbe avere il ministro è per gli effetti di una odiosa tassa sulla benzina utilizzata per coprire il reintegro delle risorse. Non c’è in quella decisione solo la dimostrazione che al tesoro teorizzano risparmi e promuovono sprechi. Per evitare l’ennesima tassa, sarebbe sufficiente cancellare il condono sulle quote latte . C’è qualcosa di più, tipico della weltanschauung di Tremonti: rompere la solidarietà tra mondo della cultura e opinione pubblica. Un atteggiamento che prima di tutto chi è chiamato a dirigere il ministero dovrebbe contrastare.
Ma le questioni non affrontate o mal gestite in questi anni sono molte; alcuni problemi sono ormai talmente urgenti da richiedere un intervento immediato. Temi che proprio su questo giornale avevamo posto a Bondi, ottenendo una risposta tanto promettente quanto priva di conseguenze. Con lo stesso spirito costruttivo e nella chiarezza delle diverse posizioni, riproviamo con Galan, cominciando come allora dalla drammatica precarietà degli operatori del settore, mezzo milione di persone prive di tutele. Certo, servono misure strutturali, quindi tempo e volontà, ma in alcuni casi i problemi possono essere risolti da atti semplici e a costo zero. Pochi esempi tra tutti: perché non ritoccare insieme il codice nei due articoli che riguardano i restauratori e i professionisti dei beni culturali, così da risolvere il tema del riconoscimento che si trascina, con responsabilità di tutti, da decenni? E perché non promuovere una correzione chirurgica della Gasparri per impedire la delocalizzazione delle produzioni, inserendo per le fiction la nazionalità italiana? E poi, perché non ridare impulso al percorso parlamentare di due importanti leggi bipartisan, quella sullo spettacolo dal vivo e quella sul welfare del settore, boicottate dal governo? Certo, in questo caso occorre una copertura, ma parliamo di cifre più che ragionevoli. Infine una questione più generale: in questi due anni al ministero si è introdotto l’utilizzo di meccanismi di gestione straordinaria, dalle ordinanze di protezione civile ai commissariamenti, dall’ uso improprio delle società pubbliche alle nomine di sempre nuove e più costose incompetenze. E’ in questa mutazione genetica del ministero che va inquadrata la vicenda di Pompei (e per questo suggerirei di non indulgere nel tema della crudeltà dell’opposizione, tanto efficace letterariamente quanto falso e auto assolutorio nel merito). Vogliamo andare avanti così?  Perché non imboccare una strada nuova, cominciando dal sospendere il contratto appena sottoscritto con Ales che rischia di trasformare quella società in un’agenzia interinale al servizio del ministero, umiliando competenze, non garantendo stabilità per i lavoratori e drogando il mercato?
Sono solo alcuni esempi del cumulo di problemi su cui siamo seduti. Su molto altro, forse su quasi tutto, col nuovo ministro discuteremo aspramente. Ma su questi temi che riguardano la vita concreta di tanti italiani, lo diciamo da mesi, si può e si deve trovare un compromesso.




permalink | inviato da orfini il 25/3/2011 alle 11:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

21 marzo 2011

A proposito di De Magistris

La notizia è che il lungo iter dell’inchiesta “Toghe lucane” si è concluso con l’archiviazione.
Certo, dire notizia è forse persino troppo dato che i grandi giornali hanno ritenuto di attribuire alla questione al massimo qualche stanco trafiletto.
Niente in confronto al clamore con cui fu seguito l’inizio dell’inchiesta, guidata da De Magistris.
Già da allora ritenevo piuttosto incredibile l’impianto accusatorio, che sostanzialmente individuava in Filippo Bubbico il vertice di una cupola criminale che spadroneggiava in Basilicata.
Avendo la fortuna di conoscere Bubbico, non ho mai avuto dubbi sull’esito dell’inchiesta e ci tengo oggi a sottolineare l’assoluto rispetto per la magistratura con cui lui e gli altri accusati di crimini piuttosto gravi hanno affrontato il calvario di questi anni, uno stile che dovrebbe essere di esempio a molti.
Ma il punto non è questo. Oggi, anche grazie alla visibilità garantita dal clamore mediatico di alcune inchieste, sistematicamente concluse con il crollo del castello accusatorio, De Magistris è diventato un leader politico nazionale e si candida a guidare la città di Napoli.
Bene, non credo che possa cavarsela con un no comment sull’esito di quell’inchiesta.
Credo che, ancor più nella sua nuova posizione, sarebbe assai opportuna una spiegazione e magari anche delle scuse a chi è stato ingiustamente accusato. 
Sarebbe un gesto di civiltà.




permalink | inviato da orfini il 21/3/2011 alle 16:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre        aprile