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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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26 febbraio 2004

Come volevasi dimostrare

Finalmente è arrivato. E, naturalmente, non ho perso l'occasione per dimostrare che avevo ragione io. Ho subito offerto un contratto a Nippo Nappi che se ne stava alla ricerca di una squadra, lui ha accettato immediatamente, sono bastate poche lire. L'ho subito schierato al posto di Cassano. Ha iniziato a segnare a ripetizione, Totti lo adora e sforna assist, i tifosi impazziscono. Il genietto barese sverna in panchina e si lamenta. Dice che non capisce perchè io non lo consideri un titolare fisso e che potrebbe anche andarsene. Credo che gli sospenderò lo stipendio per qualche mese. Finalmente è arrivato: Championship Manager, edizione 2003/2004.  




permalink | inviato da il 26/2/2004 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

25 febbraio 2004

Autocontrollo

Per carità, ho sbagliato. Quel maledetto 14 novembre avrei dovuto essere altrove. Non so come sono finito a via del Foro Olitorio, non ricordo dove fossi diretto, è passato troppo tempo. E avrei dovuto vederli. Non so, forse ero distratto, forse è anche un po' colpa loro. Ma io ho sbagliato.
"ometteva di dare la precedenza ai pedoni che transitavano sugli attraversamenti pedonali", questo recita il gelido verbale che mi è arrivato oggi a casa. Insieme a lui c'era un bollettino, 137.55 euro di multa. E un foglio grosso, con cui mi si comunica che ho perso 5 punti dalla patente. Ho sbagliato, lo so. Potrei dire che è grottesco ricevere una multa per questo motivo, potrei dire che levare 5 punti è un tantino eccessivo se poi se ne levano 4 a chi va contromano. Ma non lo farò. Domani andrò alle poste e pagherò. Poi andrò dai vigili e mi farò levare i punti. Senza lamentarmi. Perchè sono sereno, tranquillo e non sono assolutamente incazzato.
E questo post è una prova di autocontrollo.




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24 febbraio 2004

p.s.

consiglio ai tanti che chiedono di votare no (ma anche agli altri) di leggere questo articolo pubblicato sull'Unità di oggi. 




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24 febbraio 2004

Guerra e pace - Ceffoni umanitari

Casarini dice che ci allontanerà a forza dalla manifestazione per la pace del 20. Caruso ci promette ceffoni umanitari. Agnoletto ci invita a stare a casa. Davvero buffo. Si potrebbe rispondere in tanti modi. Potrei ricordar loro le parole dei francescani ("invitiamo tutti a partecipare alla marcia. I nostri soldati sono uomini che stanno lavorando per la pace e il compito dei francescani è quello di sostenerli"). Potremmo spiegargli che se i ds se ne andassero dalle manifestazioni per la pace, in piazza rimarrebbero davvero in pochi. Oppure potremmo ricordargli di come terminò l'unico tentativo di allontanarci da una manifestazione (i disobbedienti ammutoliti dai portuali di Livorno, storici compagni del servizio d'ordine). Ma in realtà non è nemmeno il caso di rispondere perchè Casarini, Caruso ed Agnoletto non rappresentano nessuno. E poi, a dirla tutta, questo clima mi ricorda quello della celebre Perugia-Assisi durante l'intervento in Afganistan. Anche in quel caso ci furono promessi ceffoni umanitari. Ricordo che volevo fare uno striscione con scritto "Caruso ti aspettiamo" ma ciccio me lo impedì. Optammo per un sobrio "pace, libertà giustizia" con giustizia scritto enorme. Sfilammo tra molti fischi e tra tanti applausi. Eravamo in pieno percorso congressuale. E andando a quel corteo, con una posizione chiara, coraggiosa e impopolare, dimostrammo di essere ancora un partito serio ed autonomo.
Per questo, oggi come allora, non si può che tenere il punto sulle scelte fatte. E poi si andrà tutti alla manifestazione, con buona pace di Caruso e Casarini.




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23 febbraio 2004

volevo scrivere un post...

...ma quello che ho da dire sta già qui.
Quindi solo una precisazione: questa sera i Matrix giocheranno con una punta. 




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20 febbraio 2004

Guerra e pace - La mia mail

Dato che a quanto pare va di moda mandare mail ai parlamentari ds chiedendo di votare no al rifinanziamento delle missioni "di pace", ho pensato di partecipare anche io al gioco e ho appena mandato questa mail a Violante ( VIOLANTE_L@camera.it ) :


Caro compagno,


non che io ritenga utili questi metodi, ma dato che a quanto pare il nostro partito sembra farsene influenzare, proverò ad utilizzarli anche io.


Mi rivolgo a te perché sono certo che, oltre alle tante mail che ti chiedono di votare no al rifinanziamento delle missioni “di pace”, vorrai prestare attenzione anche alla mia. Che ti chiede di batterti perché alla Camera il nostro partito mantenga lo stesso comportamento tenuto al Senato. Sarebbe infatti per me assai complicato comprendere come pressioni esterne, per quanto forti e autorevoli, possano far cambiare idea ad un grande partito che, di certo non a cuor leggero, ha assunto una decisione autonoma importante e giusta.


Certo, se deciderete altrimenti non mancherà il mio sostegno perché, a differenza di altri, credo che senza il rispetto delle decisioni della maggioranza non si possa stare seriamente in un partito. Ma insomma, se puoi, risparmiaci questa figuraccia.



Con affetto



Matteo Orfini




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20 febbraio 2004

Guerra e pace - Non dire no

Pare che il mio partito sia in sofferenza. Il voto al Senato ha lasciato qualche segno e, a quanto dicono i giornali, è forte la tentazione di votare no alla Camera. Tanto che 30 senatori si incazzano e scrivono a Fassino chiedendo chiarezza ed il rispetto della decisione assunta qualche giorno fa. La segreteria è stata molte tesa e, secondo il corriere, Cuperlo è stato l'unico a sostenere le ragioni dell'astensione. Io la penso così: la guerra è stata un errore, non andava fatta e noi non dovevamo mandare nessuno in Iraq. Il governo ha presentato un decreto chiedendo il rifinanziamento di tutte le missioni "di pace" italiane. Noi abbiamo chiesto di votare  a parte quella sull'Iraq ed il governo ha risposto di no. Altrimenti avremmo votato si a tutte le altre e no all'Iraq. A quel punto la scelta era tra votare si o astenersi. Io avrei probabilmente preferito votare si, incalzando il Governo affinchè in Iraq svolgesse un ruolo diverso e meno subalterno a Bush, ma anche l'astensione (o la non partecipazione al voto) mi sembra una posizione ragionevole, e tutt'altro che insostenibile. Soprattutto vedrei come un fatto positivo che il neonato triciclo riuscisse a resistere alle pressioni dei tanti poteri forti che lo spingono verso il no (dalla chiesa al movimento pacifista ad alcuni media). E sono ancora convinto che finirà così. Coraggio Fassino, resisti: non dire no.




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