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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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5 aprile 2003

ciccio, gli sproloqui, la sinistra

Ciccio è un personaggio un po' particolare, come i molti frequentatori del suo blog avranno capito. Nella vita ha fatto molte cose, operaio banchista, organizzatore di giubilei, ora il giornalista. Forse quest'ultimo è il lavoro più adatto a lui, anche se, conoscendolo, me lo immagino che soffre per non poter riempire le 4 pagine del Riformista con un unico, lungo articolo in cui espone la dottrina Cundari sulla sicurezza mondiale. Il ciccio politico non è uomo che catalizza il consenso. Molti lo detestano, alcuni lo amano. Una delle sue caratteristiche è l'accanimento con cui cerca (e trova) ogni più minuscolo e insignificante punto debole nelle posizioni di chiunque (comprese le sue). parlare con lui (o fargli leggere uno scritto) diventa dunque la più difficile delle revisioni, l'esame più duro. Se gli dai retta il risultato è quasi sempre la paralisi. Ma le poche volte che passi l'esame sai di aver prodotto qualcosa di perfetto. ciccio è anche un integralista, non perdona alcun cedimento, non sopporta alcun allontaneamento dall'unica linea accettabile, quella di viale mazzini 85 (se vorrà spiegherà lui di cosa si tratta). Leggendo queste cose potreste pensare che lui sia pazzo. Forse lo è. Ma è anche una delle menti più lucide della sinistra (dico davvero). Bisogna solo capire come usarlo. Vi scrivo queste cose perchè sto per consigliarvi di leggere l' "interminabile sproloquio sulla guerra" che trovate sul suo blog. E se non ci arrivate preparati potreste non uscirne vivi...




permalink | inviato da il 5/4/2003 alle 23:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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