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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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7 dicembre 2004

Ricordi

Nicola Lombardi era uno di quei vecchi compagni che quando ti iscrivevi al partito conoscevi subito. Era uno dei più noti avvocati romani, un vero militante, un uomo ironico e brillante. Uno di quelli che finchè ha potuto è andato ad ogni riunione della sezione Trionfale, che era la sua sezione. E che è quella vicina alla mia, ed è per questo che io l'ho conosciuto. Domenica dopo una lunga malattia se n'è andato e la notizia è arrivata appena terminato il congresso della sua sezione. Un congresso teso e difficile a cui lui non ha potuto partecipare ed è un gran peccato perchè in quel tipo di congressi lui si trovava bene, da vero uomo di battaglia. Questa significativa coincidenza mi ha fatto tornare in mente un altro congresso. Un autorevolissimo dirigente nazionale, dopo aver fatto un violento intervento, stava indirizzando la sua componente su una linea assai poco unitaria, mettendo in discussione accordi e strategie. Si discuteva in modo acceso e c'era una certa tensione. A fine seduta Nicola incrociò il tipo in questione fuori dalla sezione, lo guardò e, senza dire una parola, gli mollò un bel ceffone.
Ecco, a me piace ricordarlo così.
Anche perchè credo che lui in fondo ne sarebbe lieto.




permalink | inviato da il 7/12/2004 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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