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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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4 maggio 2004

Campagne

Riporto qui la lunga lettera che ho scritto al Riformista (pubblicata oggi)

Una scelta bipartisan
Caro direttore, archiviato lo scudetto del Milan, l'Italia presto comincerà a discutere delle convocazioni di Trapattoni per i prossimi campionati europei. Ma in questi tempi agitati, davvero non si avverte il bisogno di ulteriori divisioni. E' dunque dovere della sinistra farsi interprete ancora una volta dell'interesse nazionale e cercare di condizionare le scelte del ct affinchè allestisca una squadra competitiva, possibilmente senza minare l'unità del paese. E' per questo che ti propongo di lanciare una campagna per la convocazione di un giocatore unico, in grado non solo di rendere più forte la nostra nazionale, ma soprattutto di divenire il simbolo della parte migliore dell'Italia. Un uomo non particolarmente talentuoso, ma che ha vinto tutto grazie al duro lavoro e all'intelligenza. Non un fantasista viziato, nè un goleador egoista, ma un difensore autorevole, in grado di rappresentare un'alternativa sicura (di certo più sicura di Iuliano e Legrottaglie) alla coppia Nesta-Cannavaro. Un giocatore corretto ma che, in casi estremi, non teme il ricorso a un uso proporzionato della forza. Un uomo dal profilo fortemente bipartisan (ha indicato di recente Fini e Fassino come politici più stimati, e di certo non è inviso al premier), insomma, un riformista. Caro direttore, sono certo che il tuo giornale (e la sinistra tutta) non vorrà rinunciare a questa affascinante sfida: unire finalmente il paese intero intorno al grido: "Billy Costacurta in nazionale".




permalink | inviato da il 4/5/2004 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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