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Avere un blog è una cosa stressante. Chi ne ha uno lo sa, chi non ce l'ha farebbe bene a tenersi alla larga da questo mondo.
Se ne dicono tante sui blog, e ognuno ha la sua teoria: se proprio ve ne devo scegliere una, tanto per farvi capire di che si tratta, proverei così. Ma una vale l'altra in realtà. Perchè l'unico vero motivo per cui siamo tutti qui a scrivere e leggere è che abbiamo tempo da perdere. Certo, non lo ammetteremo mai, anzi siamo in grado di investire ore a spiegarvi che no, non è
vero, questo è il futuro, il nuovo modo di fare informazione, opinione e cose così. Tutte sciocchezze, ovvio.
Comunque sia la cosa è abbastanza semplice: uno scrive, gli altri commentano (se vogliono). E' ovvio che un rapporto così ripetitivo finisce per logorarsi prima o poi, colpa della routine. Per questo mi fa pensare a un matrimonio, o qualcosa del genere. Quando ti prende la stanchezza, non è che ci puoi far molto.
Qualche ritocco grafico, un paio di cambi nelle rubriche, un'aggiustata ai link e tutto sembra nuovo.





 





 

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28 aprile 2011

Che poi, per una volta, ci siamo anche divertiti

Quando ci è venuta l'idea di festeggiare la Liberazione attraverso la musica, c'è tornato in mente il bellissimo cd che qualche anno fa fece il Manifesto e che ebbe il merito di far scoprire a un pubblico più ampio l'esistenza della musica indipendente italiana.

Da allora è passato molto tempo, la musica indipendente è per fortuna ben più affermata nonostante tutti i problemi di un settore che vive anni complicati.
Nel riprendere quella suggestione abbiamo provato a chiedere agli artisti coinvolti uno sforzo di sperimentazione, provando a giocare un po' sui generi e sulle commistioni.
Ne è venuta fuori una bellissima serata che diventerà un cd e che spero possa essere il primo appuntamento di una serie di piccole invenzioni analoghe su cui stiamo cominciando a riflettere.
Perché tutto sommato organizzarla è stato bello, ma viverla lo è stato ancora di più. 
E vedere a concerto finito Di Battista che nel retropalco continua a suonare Bella Ciao coinvolgendo gli altri artisti, ci ha fatto capire che soprattutto a loro dobbiamo un ringraziamento vero, perché sono venuti al Circolo per una vera e sincera testimonianza di impegno civile. 
Cosa che, di questi tempi, non è da poco.




permalink | inviato da orfini il 28/4/2011 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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